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Forza Italia Il Popolo della Libertà

Proposte

interrogazione su conguaglio pensione da rinnovo

 Pubblicato il 12/03/2015
Interrogazione a risposta scritta 4-08394
presentato da
SAVINO Elvira
testo di
Giovedì 12 marzo 2015, seduta n. 390
ELVIRA SAVINO. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:
l'Istituto nazionale della previdenza sociale con la circolare n. 1 del 9 gennaio 2015 ha fornito analiticamente le linee guida che hanno indotto l'Istituto stesso ad operare una vera e propria trattenuta sulle pensioni lorde degli italiani;
in particolare con la predetta circolare l'ente ha reso nota l'operazione di trattenuta sulle pensioni di gennaio e febbraio 2015 denominata «conguaglio pensione da rinnovo» basata, essenzialmente, sull'effetto della perequazione automatica del rateo pensionistico;
tale meccanismo che, in linea di principio, dovrebbe avere funzione di garanzia e, quindi, ancorare il potere di spesa al costo reale della vita, può in alcuni e specifici casi rivelarsi sostanzialmente nocumento per quella fascia di pensionati per i quali il venir meno, anche di pochi euro, può determinare conseguenze oltremodo dannose;
ed infatti, nello specifico, la ridetta circolare correggendo il coefficiente di rivalutazione previsionale applicato dall'INPS per tutto il 2014, ha verificato di aver corrisposto su tutte le pensioni lo 0,1 per cento in più rispetto a quanto realmente dovuto in virtù della rivalutazione;
l'Istituto, pertanto, senza alcuna preventiva comunicazione e/o pubblicità della operazione, ancor più dovuta perché da considerarsi in peius rispetto alle aspettative dei soggetti beneficiari, che senza loro colpa avevano fatto affidamento anche su quelle entrate che oggi vengono loro sottratte, ha operato la ridetta trattenuta sui ratei pensionistici di gennaio e febbraio 2015;
tale meccanismo, per ricalcoli relativi all'anno 2014, ha portato l'INPS a sottrarre circa 12 euro su ogni pensione da 1.000,00 euro. Trattasi di un conguaglio negativo dello 0,1 per cento, ovvero di una vera e propria trattenuta dello 0,1 per cento sulla rata di pensione;
pur dando per scontato ma non accertato che le operazioni contabili e di calcolo poste in essere dall'Istituto di previdenza siano comunque legittime ed applicate conformemente al quadro di riferimento normativo vigente, viene da chiedersi se, considerato l'attuale momento storico politico e sociale, sia stato opportuno consentire o quantomeno non impedire l'operatività del ridetto meccanismo perequativo;
responsabile del valore negativo della perequazione è l'inflazione che, allo stato purtroppo, si trova ai minimi storici. A pagare, tuttavia, sono i pensionati, in particolare quelli percepienti le pensioni minime e le più esigue, i quali, vedendo ancora una volta aggredito il loro potere di acquisto, contrarranno ancora di più la loro volontà di spesa con risvolti sempre più negativi per l'economia del nostro Paese;
mai come in questo determinato periodo storico, di forte stagnazione economica che non permette di riporre grande fiducia sulla possibilità di agganciare la ripresa in maniera solida e strutturata, l'effetto negativo economico e psicologico dell'operata trattenuta, potrà ulteriormente aggravare il quadro complessivo di sfiducia che il cittadino ed in questo caso il pensionato, ravviserà e sulla base del quale orienterà le proprie scelte;
prelevare forzosamente, anche importi minimi, sui ratei di pensione che oggi si rivelano già insufficienti per condurre una vita decorosa e dignitosa, va inevitabilmente a minare ogni aspettativa sul futuro generando ulteriore precarietà che si riversa pesantemente sulla economia dell'Italia;
è giunto il momento di restituire fiducia al Paese promuovendo soluzioni positive per favorire la ripresa dalla crisi partendo proprio dalla tutela di quella parte della società che oggi non solo ha perso fiducia ma che è realmente impossibilitata a far fronte anche ai bisogni più elementari;
nello specifico, per via della inflazione molto bassa, il meccanismo perequativo applicato dall'Ente di previdenza ha permesso di operare una vera e propria trattenuta sui ratei pensionistici di gennaio e febbraio 2015 –:
se, attesi i pregressi provvedimenti del Governo che hanno bloccato la perequazione per determinati soggetti e per un determinato periodo di tempo, sia possibile prevedere normativamente un sistema che blocchi automaticamente l'adeguamento delle pensioni quando lo stesso, pur ancorato all'inflazione risulti di segno negativo e, tanto, per non permettere il ripetersi della situazione descritta in premessa;
se sia possibile prevedere un meccanismo da parte dell'Istituto di previdenza che permetta ai pensionati appartenenti alle fasce più basse di reddito, ad esempio fino ad 1.000,00, di potersi vedere riaccreditare le somme trattenute nei primi mesi dell'anno 2015, somme sulle quali gli stessi, appartenenti alle fasce meno tutelate della cittadinanza, avevano fatto legittimo affidamento. (4-08394)