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Forza Italia Il Popolo della Libertà

Proposte

interrogazione su utilizzo nanoparticelle in cibi e bevande

 Pubblicato il 21/07/2014

Interrogazione a risposta scritta 4-05285
presentato da
SAVINO Elvira
testo di
Mercoledì 25 giugno 2014, seduta n. 252
ELVIRA SAVINO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della salute, al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:
da un nuovo rapporto «Piccoli ingredienti, grandi rischi» dell'associazione ambientalista Friends of the Earth sull'impiego di nanomateriali da parte dell'industria alimentare statunitense emerge una utilizzazione indiscriminata di nanomateriali negli alimenti, in quanto non esiste alcun obbligo per la loro segnalazione in etichetta;
i nanomateriali, secondo le indagini di Friends of the Earth, sono presenti in 94 cibi e bevande di marchi noti tra cui Coca-Cola, Kraft, Unilever, Nestlé, General Mills, Mars e altre multinazionali molto note; Nel 2008, i prodotti individuati erano soltanto 8;
lo studio si è concentrato sull'industria statunitense ma in Europa le cose non sono diverse e, soprattutto la marche interessate hanno una distribuzione mondiale;
il vuoto normativo ha permesso alle aziende di introdurre rapidamente nanomateriali nei prodotti in vendita nei supermercati, senza tenere conto delle problematiche relative alla salute e alla sicurezza;
le aziende alimentari hanno deciso di sfruttare sempre più le nanotecnologie per migliorare le caratteristiche degli alimenti confezionati; la consapevolezza della presenza di particelle «estranee» nei prodotti destinati all'alimentazione potrebbe portare ad un calo degli acquisti da parte dei consumatori più consapevoli;
secondo Friends of the Earth, circa 200 aziende alimentari stanno investendo in nanotecnologie e presto saranno ponte ad immettere nuovi prodotti per la vendita;
per il mercato degli alimenti che contengono nanomateriali è prevista una crescita di ben 20,4 miliardi di dollari entro il 2020;
Friends of the Earth ha raccolto i dati dall'Emerging Nanotechnologies Nanoproducts Inventory del Woodrow Wilson International Center for Scholars Project e da uno studio dell'Arizona State University;
i due centri ritengono che i nanomateriali differiscono significativamente dalle particelle più grandi della stessa sostanza chimica, e per questo devono essere sottoposti a una valutazione di sicurezza come nuovi prodotti, anche se le proprietà della sostanza chimica da cui derivano sono ben conosciute;
anche se la ricerca sull'eventuale pericolosità di queste sostanze per il nostro organismo e per l'ambiente è soltanto all'inizio, vi è però la certezza che la loro azione chimica, fisica e tossicologica non rispecchia quella dei corrispondenti composti standard;
le nanoparticelle infatti superano la barriera emato-encefalica, si insediano nelle vie respiratorie, nella milza, nel fegato, nel cuore con conseguenze ancora da verificare e anche il loro impatto sull'ambiente è tutt'ora oscuro;
Bruxelles, 18 ottobre 2011 Janez Potocnik commissario europeo per l'ambiente: «Sono lieto di annunciare che l'UE ha proposto per prima una definizione univoca dei nanomateriali, da impiegarsi a fini normativi. Abbiamo stilato una definizione solida basata su contributi scientifici e un'ampia consultazione. L'industria ha bisogno di un quadro normativo chiaro e coerente per quest'importante settore dell'economia, mentre i consumatori meritano informazioni accurate su queste sostanze. Si tratta di un passo importante per affrontare gli eventuali rischi per l'ambiente e la salute umana, garantendo nel contempo che questa tecnologia possa esprimere tutte le sue potenzialità»;
con un comunicato stampa la Commissione europea nel 2011 dichiarava che i nanomateriali sono già impiegati in centinaia di applicazioni e di beni di consumo, dai dentifrici alle batterie, passando per le vernici e l'abbigliamento. Lo sviluppo di queste sostanze innovative costituisce un importante stimolo alla competitività europea, poiché sono caratterizzate da un potenziale significativo per compiere progressi in settori quali la medicina, la protezione dell'ambiente e l'efficienza energetica. Considerate però le incertezze che rimangono rispetto ai possibili rischi, è necessario disporre di una definizione chiara per garantire l'applicazione delle norme corrette in materia di sicurezza chimica. La definizione aiuterà tutte le parti interessate, comprese le associazioni industriali, poiché apporta coerenza nella molteplicità di definizioni attualmente in uso nei diversi settori. La definizione sarà riesaminata nel 2014 alla luce dei progressi tecnici e scientifici;
lo scorso febbraio la Commissione sicurezza alimentare del Parlamento europeo si è opposta ai nuovi regolamenti per le etichettature alimentari proposti dalla Commissione europea, in quanto la nuova definizione di nanoparticelle indicata dalla Commissione stessa avrebbe portato ad evitarne la segnalazione in etichetta;
Friends of the Earth mette in guardia sui rischi per l'ambiente e per la popolazione legati all'impiego dei nanomateriali e chiede ai produttori e alle autorità regolatorie governative di fermare questa diffusione incontrollata delle nanoparticelle in alimenti e bevande, in mancanza di maggiori garanzie sulla loro sicurezza per l'uomo e per l'ambiente, e in assenza d'informazioni per i consumatori –:
se i Ministri interrogati siano a conoscenza della problematica descritta in premessa;
se non ritengano di dover accogliere l'invito dell'associazione e avviare quanto prima un tavolo di concertazione con tutte le parti interessate al fine di regolare la materia;
se non ritengano altresì doveroso assumere iniziative per prevedere per le aziende l'obbligo dell'indicazione in etichetta dell'utilizzo delle nanoparticelle per la produzione di cibi e bevande a tutela della salute e della libera scelta dei consumatori. (4-05285)