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Forza Italia Il Popolo della Libertà

Proposte

interrogazione sul "miele OGM"

 Pubblicato il 28/05/2014
Interrogazione a risposta scritta 4-04855
Venerdì 16 maggio 2014, seduta n. 230
ELVIRA SAVINO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:
nel gennaio 2014 il Parlamento europeo, in seduta plenaria, ha approvato (con 430 voti favorevoli, 224 contrari e 19 astensioni) la proposta di modifica alla direttiva 2001/110/CE, sulla base della relazione della conservatrice britannica, Julie Girling, secondo cui il polline non deve più essere considerato, come è attualmente, un «ingrediente» del miele ma un suo «componente»;
la differenza è sostanziale ed ha dei riflessi molto importanti in termini di etichettatura;
grazie a questa distinzione semantica infatti, gli apicoltori dovranno etichettare il miele come «contenente Ogm» soltanto se le tracce di organismi geneticamente modificati superano la soglia dello 0,9 per cento del prodotto. Se invece gli eurodeputati avessero definito il polline come «ingrediente», gli apicoltori avrebbero comunque dovuto segnalare la presenza organismi geneticamente modificati nel polline, che spesso rappresenta al massimo lo 0,5 per cento della massa del miele;
in questo modo il Parlamento ha deciso di respingere la proposta della Commissione ambiente che aveva invece bocciato la relazione Girling;
un'interpretazione questa che si pone in contrasto con quanto stabilito dalla Corte di giustizia dell'Unione europea, con sentenza 6 settembre 2011, nella causa C-442/09 secondo cui il polline proveniente da colture geneticamente modificate dovrebbe essere considerato un ingrediente del miele, o di integratori alimentari contenenti polline, ai sensi del regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori;
la decisione dello scorso gennaio non è priva di implicazioni anche per quei Paesi in cui, come l'Italia, non sono consentite coltivazioni di organismi geneticamente modificati;
per quanto infatti i consumatori non debbano preoccuparsi per il miele prodotto in Italia, che non è Ogm ed è immediatamente riconoscibile grazie alla presenza dell'etichettatura obbligatoria, va sottolineato che l'Italia importa oltre la metà del proprio fabbisogno con una produzione nazionale per un valore di circa 15 milioni di chili dei quali circa 2 milioni proprio dal gigante asiatico con un aumento del 29 per cento solo nei primi nove mesi del 2013;
il miele proveniente dall'estero, dunque, potrebbe contenere polline geneticamente modificato a nostra insaputa;
una decisione dunque in forte contrasto con le politiche di tutela dei diritti dei consumatori, che dovrebbero sempre conoscere esattamente gli ingredienti e le sostanze contenute nei prodotti alimentari acquistati;
con i Paesi dell'Unione europea che importano miele da Paesi che producono organismi geneticamente modificati, con due dei maggiori produttori di miele tra gli Stati membri (Spagna e Romania) che hanno autorizzato la produzione di mais geneticamente modificato, il miele contaminato da polline geneticamente modificato sarà sempre più presente nei nostri negozi;
questo voto è «uno schiaffo ai consumatori e agli apicoltori europei che hanno chiesto a più riprese trasparenza nelle regole di etichettatura» ha dichiarato l'europarlamentare Bart Staes ed ha aggiunto «ad influenzare la maggioranza degli eurodeputati, è stata un'intensa campagna di lobby portata avanti dagli importatori di miele» –:
se siano a conoscenza di quanto descritto in premessa;
quali iniziative, per quanto di competenza, intendano assumere al fine di tutelare i diritti e la salute dei consumatori. (4-04855)